Alla scoperta di Scopello

Chi non ha voglia di primavera?

Di allontanarsi dal grigiore, dalla pioggia, dal freddo dell’inverno che sembra infinito, dai piumoni e dai maglioni di lana?

Forse ci siamo!

La giornata sembra promettere bene, quindi, sveglia presto e tanta voglia di vedere posti nuovi.

Il letargo è finito!

Oggi si opta per un’uscita in moto, ma senza allontanarci troppo, perché la giornata è bella, ma potrebbe cambiare da un momento all’altro, quindi meglio non rischiare.

La nostra destinazione è nella provincia di Trapani, che amo (come tutta la Sicilia del resto).

Che siamo ancora ad Aprile lo si nota dal fatto che l’autostrada sia quasi totalmente deserta. Ci sono, più che altro, gruppi di motociclisti che, come noi, approfittano delle rare belle giornate, dell’ultimo periodo, per riprendere una buona abitudine.

Io e mio marito abbiamo, per lo più, passioni diverse, ma stavolta, unendo la sua per la moto e la mia voglia irrefrenabile d’andare sempre a scoprire luoghi nuovi, abbiamo realizzato un perfetto connubio.

Cinquanta chilometri in moto, con il mare da un lato e dall’altro la montagna, la musica nel casco che, insieme al vento, mi carica di positività, ed in quarantacinque minuti circa siamo a Castellammare del Golfo.

Prima tappa, per sgranchire un po’ le gambe, è il Belvedere, da cui ammirare una splendida vista a strapiombo sul mare. Giusto dieci minuti per fare qualche foto al panorama, che merita tanto, e dopo ci dirigiamo alla Tonnara di Scopello, a poca distanza dall’ingresso sud della Riserva dello Zingaro.

È la prima volta che visito questo borgo seicentesco, a causa dell’eccessivo traffico di turisti nei mesi più caldi, oggi invece sembra la giornata ideale per godere appieno di tutto il suo splendore, in un clima tiepido e sereno.

Abbiamo parcheggiato la moto e, con un biglietto d’ingresso di cinque euro a testa, ci siamo immersi alla scoperta di questo posto meraviglioso. Si dice sia stata l’ultima tappa di Ulisse prima di tornare ad Itaca. Ma è anche una meta ambita dagli sceneggiatori. Qui infatti è stata girata un’importante scena del film “Ocean’s twelve”.

Abbiamo ammirato l’antica tonnara, fra le più importanti del mediterraneo, risalente al XIII secolo ed ampliata nei secoli da tutte le famiglie che vi si sono succedute, per ultimi i Florio, con i suoi magazzini, in cui si trovano le antiche imbarcazioni, le reti e, nella parte esterna, tutte le ancore allineate, ed una piccola cappella.

È sempre stata molto produttiva, ma nel corso degli anni la presenza di tonni nel mediterraneo cominciò a diminuire fino all’ultima mattanza, risalente agli anni 80, quando i tonni pescati furono solo un centinaio, quindi troppo pochi per consentire un’attività remunerativa.

Oggi, la tonnara, dopo un’attenta opera di ristrutturazione, che ne ha preservato l’atmosfera originale, viene utilizzata per ospitare visitatori che vogliono godere della bellezza del luogo e dell’acqua della piccola baia, oppure viaggiatori, manifestazioni culturali o ricevimenti.

Fuori dalla tonnara ci ritroviamo davanti un mare spettacolare, così azzurro, limpido ed incontaminato, con i suoi due faraglioni ricchi di vegetazione, da rimanere letteralmente senza parole. È stata dura riuscire a resistere a non fare un bagno.

C’è pochissima gente e tante sdraio a disposizione dei visitatori, così decidiamo di rilassarci un paio d’ore, godendo dei rari raggi di sole, fin’ora, quest’anno.

Sicuramente, considerata la dimensione piccola ed intima della spiaggia, venire in questo periodo, è stata una scelta azzeccata, perché abbiamo potuto godere totalmente della bellezza di questo luogo, compresa la vista di un mare spettacolare, in totale tranquillità.  Ma giuro che tra qualche mese ci tornerò perché l’acqua è davvero invitante, ed è impossibile non innamorarsene.

Ahimè è giunto il momento di lasciare questo magico posto, anche perché la fame si fa sentire, e decidiamo di provare una specialità di Scopello, il “pane cunzato”, cioè un filone di pane fresco, condito con pomodoro a fette, origano, sale, olio, acciughe e formaggio primo sale, servito caldo. Buonissimo!

Con le pance piene decidiamo di fare un altro giretto. Prima passiamo da una bellissima spiaggia, in cui siamo già stati diverse volte, la Baia di Guidaloca, bagnata da acque limpidissime, facilmente raggiungibile dalla strada e con un parcheggio dall’altra parte. Subito dopo decidiamo di passare dal porto di Castellammare del Golfo, per un giro veloce,  anche perché sta cominciando ad annuvolarsi. Osserviamo per qualche minuto i pescatori che sistemano il pesce fresco da vendere, sui banchetti, e dopo cominciamo a fare strada verso casa, ma senza prima essere passati dal bar “La Sorgente” per l’immancabile Cassatella di ricotta, una vera prelibatezza.

Baia di Guidaloca
Porto di Castellammare del Golfo

A presto!

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