Marsala tra Sale, Sule e Ventu

Adoro la mia Sicilia e scovare angoli per me ancora sconosciuti, ma stavolta avevo voglia di tornare in un luogo in cui ho lasciato un pezzo di cuore.

La nostra avventura “on the road” comincia di buon mattino ed in circa 1 ora e mezza raggiungiamo la nostra destinazione: Marsala, comune della provincia di Trapani.

Prima tappa della giornata è la Spiaggia di San Teodoro, nella Riserva Naturale dello Stagnone, di cui tutti (o per lo meno quelli che conoscono la zona) ricorderanno il lido famoso per le suggestive amache ed altalene in mezzo alle acque basse, ma anche, e soprattutto, per i prezzi eccessivi ed il carattere non esattamente accogliente dei proprietari (anche se, sinceramente, io sono una delle poche persone che invece ha riscontrato gentilezza). La prima sorpresa della giornata è che il lido sia stato definitivamente chiuso e che questa piccola spiaggia sia finalmente libera.

Adoro questo piccolo tratto di spiaggia con sabbia bianchissima, bagnata da acque sempre piatte e con temperature superiori rispetto al mare aperto, il cui fondale non supera i 30 cm nei periodi di bassa marea, ed in cui il vento è costante, motivo per cui è un vero e proprio paradiso per i cacciatori di vento (gli appassionati del kitesurf), i quali colorano il cielo della laguna con i loro aquiloni in volo.

Dalla spiaggia di San Teodoro, dove si trova l’antica torre d’avvistamento, si attraversa a piedi il breve tratto di mare, con una passeggiata piacevole, fino alla stretta lingua di terra, lunga 5 km e larga qualche centinaio di metri, Isola Grande (detta anche Isola Lunga), frutto dell’unione di più isolotti collegati, nel corso degli ultimi secoli, dall’impianto delle saline.

San Teodoro
Isola Grande (detta anche Isola Lunga)

Ma ad attenderci ci sarà un’altra sorpresa: non più una rete da cui si poteva passare per accedere all’isola, bensì un muro di cemento ed un addetto alla vigilanza il quale ci spiega che, a causa della continua inciviltà della gente che si recava nell’isola ignorando i divieti ad immergersi nelle vasche, in quanto saline in produzione di sale alimentare e luogo di lavoro, o peggio, lasciando rifiuti ovunque, i proprietari si sono visti costretti ad intervenire, appunto, con un servizio di vigilanza che va a gravare su un prodotto, già di per se povero, come il sale. Quindi è vietato entrare nell’isola senza autorizzazione, ed è reato penale immergersi nelle vasche del Curto (quelle dal lato di San Teodoro).

Condivido a pieno questa decisione e sempre più mi vergogno del genere umano che con ostinazione continua a deturpare il pianeta, ma non nascondo l’enorme delusione per non riuscire a tornare in un luogo di cui ho un bellissimo ricordo. Quindi chiediamo al vigilante se c’è un altro modo per raggiungere l’isola e ci suggerisce di raggiungere l’Imbarcadero storico di Mozia (di fronte le Saline Ettore Infersa ed accanto il famoso locale Mammacaura) da cui partono delle motobarche (tutti i giorni dell’anno/ogni mezz’ora) per raggiungere, in appena 8 minuti, le Isole dello Stagnone, quindi anche Isola Lunga, con un biglietto di 8 euro per il trasporto ed uno di 7 per accedere all’isola privata.

Dal battello vediamo una piccola foresta che si fa sempre più vicina e, ancora una volta, vengo sorpresa (positivamente) da ciò che ci aspetta giunti sull’isola: una colonna sonora di centinaia di cicale ad accoglierci, insieme ad una gentile ragazza che ci conduce oltre la fitta ed assordante, seppur breve, pineta.

Siamo finalmente sull’Isola Lunga, la più grande tra le isole della Riserva Naturale dello Stagnone. Qui, dal 2015, il Salt Resort ha ripreso la sua attività con l’idea di promuovere il “saliturismo”, nonché il sale attraverso il turismo, nel pieno rispetto dell’ambiente salino unico in cui si trova. La struttura, gestita dalle Saline Ettore Infersa srl, offre diverse attività turistiche, non incluse nel prezzo di accesso all’isola: percorso benessere con bagno nel sale, foto safari, noleggio di bici, trekking ed inoltre, durante il periodo estivo, aperitivi, cene ed eventi speciali.

Isola Lunga Salt Resort

Viene comunque messa a disposizione di tutti i visitatori la possibilità di usufruire di sdraio ed amache per rilassarsi, momento che decido di rimandare perché non vedo l’ora di andare alla scoperta di questo lato dell’isola che non conoscevo.

Cammino in mezzo al silenzio, non soffrendo il caldo grazie al vento costante che coccola la pelle, totalmente immersa nella natura incontaminata e selvaggia di questo posto, tra campi incolti, vecchi mulini e saline, alcune delle quali di un suggestivo colore rosa (pare che il colore dipenda dalla presenza di microrganismi alofili che vivono negli ambienti ipersalini).

Non servono parole per descrivere questo angolo di paradiso siciliano, la cui visione suscita serenità e che merita di essere vissuto con calma.

Dopo aver fatto un milione e mezzo di foto, torniamo indietro per godere delle amache e rilassarci in questo luogo in cui il tempo sembra non passare, invece, con nostra sorpresa (l’ennesima della giornata), il tempo a nostra disposizione, purtroppo, era giunto al termine, venendo, seppur gentilmente, invitati ad andare via.

Inutile dire che mi sentivo alquanto presa in giro, perché ci era stato detto che saremmo potuti rimanere nell’isola fino alle 19/19:30, ed invece erano appena le 18:00.

Fortunatamente, prima che andassimo via, il proprietario, accortosi del mio mal umore e mortificato per l’accaduto, ci comunica che a breve sarebbero arrivati altri ospiti per un evento privato e che non eravamo a conoscenza della cosa solo a causa di un disguido comunicativo.

Riconosco la sua buona fede e faccio un passo indietro, nonostante il rammarico per aver lasciato all’improvviso questo incantevole luogo, in cui spero di tornare al più presto per una visita più approfondita e che ovviamente consiglio a tutti!  

Tornando a terra ci troviamo davanti le suggestive Saline Ettore Infersa, dove, l’attività salinaria, che ha origini lontane, continua ancora oggi, attraverso un processo che utilizza la forza del vento ed il calore del sole siciliano, permettendo l’estrazione dell’Oro Bianco del Mediterraneo.

Prima di far ritorno a casa è d’obbligo la tappa per l’aperitivo al Mamma Caura, aspettando il tramonto, in cui le saline, i grandi cumuli di sale simili a piramidi ed i mulini a vento fanno da cornice al sole, che sparisce lentamente dietro Isola Lunga, ed i cui raggi, incontrando le acque basse ricche di sale, generano uno spettacolo unico ed emozionante.

Mamma Caura

Spero che l’articolo vi sia piaciuto e vi abbia fatto venir voglia di andare a Marsala!

A Presto!

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