Cosa fare a Panarea

È identificata come meta indiscussa del turismo VIP, offrendo spiagge incantevoli e vita notturna di lusso, tra aperitivi, feste in barca o in terrazza per turisti facoltosi e personaggi famosi che molto spesso ancorano i loro yacht lungo la costa.

Una volta giunti al porto, per conoscere la naturale bellezza dell’isola è necessario addentrarsi nelle strette viuzze labirintiche, in cui spesso sfrecciano i taxi dell’isola, i golf cart, tra case imbiancate a calce con porte e finestre azzurre, immerse tra colorati bouganville, il tutto incorniciato dal blu intenso del mar Tirreno. Passeggiando, avvolti dal colore, si raggiungono la chiesetta di San Pietro e la chiesa dell’Assunta, strutture molto semplici che guardano sullo spettacolare mare eoliano.

Porto di Panarea
Un pescatore eoliano col vulcano di Stromboli fumante sullo sfondo.
I colori di Panarea
Terrazza privata con vista pazzesca
I colori di Panarea

Camminando per circa venti minuti a piedi, seguendo il sentiero che conduce a Drauto e prosegue per il villaggio preistorico, si raggiunge la stretta baia di Cala degli Zimmari, una spiaggia di sabbia rossa, l’unica sabbiosa dell’isola, bagnata da un mare cristallino, e spesso affollata, considerato anche che è una delle due baie dell’isola raggiungibili a piedi; proseguendo si raggiunge l’altra spiaggia, la più amata dell’isola, Cala Junco, una splendida piscina naturale con acque trasparenti dalle mille sfumature turchesi e racchiusa ad anfiteatro da alte pareti rocciose. Vicino Ditella si trova, poi, la Spiaggia della Calcara, dove è tutt’ora possibile osservare fenomeni vulcanici sottoforma di fumarole, nonché getti di vapore che si levano dalle fessure fra le rocce ad altissima temperatura (fino a 100°C), come ultime tracce di attività vulcanica. In alcuni punti tra i ciottoli in riva al mare, per effetto di questi fenomeni, l’acqua arriva ad essere ustionante.

Cala Junco
Cala degli Zimmari

Sul promontorio di Punta Milazzese, si può visitare il Villaggio Preistorico risalente al XIV sec. a.C. e portato alla luce nel 1948, quale testimonianza del passato dell’isola. Il sito è composto da 23 capanne ovali, in cui sono stati ritrovati anche numerosi reperti, oggi custoditi nel Museo Archeologico Eoliano di Lipari.

Andando in barca si può scorgere un camino vulcanico da cui escono acque calde e grandi quantità di gas dal fondale, nei pressi di Panarea.

L’isola insieme agli isolotti di Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, gli scogli delle Formiche e dei Panarelli forma un microarcipelago, imperdibile, e la scelta migliore è fare un giro in barca, prendendo parte ad una delle numerose escursioni organizzate.

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