Cosa fare a Stromboli

Appena sbarcati, lasciatevi conquistare dagli elementi caratterizzanti l’isola: spiagge di sabbia nerissima, case bianche, ulivi e agrumi, il tutto contornato dal blu intenso del mare, ma soprattutto dall’imponente presenza di “Iddu” (“Lui” in siciliano, così definito dagli isolani in riferimento alla natura divina che un tempo era attribuita ai fenomeni naturali incontrollabili), ovvero il suo vulcano, alto 900 metri, ma profondo 2,4 km sotto il livello del mare .

Dalla zona del porto c’è una stradina, piena di negozietti tipici in cui provare le delizie locali, che conduce fino a Piazza San Vincenzo, che prende il nome dalla chiesetta. Qui, consiglio di fare una sosta per un aperitivo, una granita o anche per una cena, sulla terrazza del “Ritrovo Ingrid”, locale molto suggestivo per via della sua posizione: regala un panorama mozzafiato su Strombolicchio (il vulcano più antico delle Eolie, sede di un faro alimentato a energia solare, inizialmente gestito da un guardiano, oggi totalmente automatizzato e gestito dalla Marina Militare italiana) che emerge ad un km e mezzo dalla costa.

Chiesa di San vincenzo
Ritrovo Ingrid
Granita e Spritz con vista su Strombolicchio
Cannoli Siciliani

Da Piazza San Vincenzo, per chi lo desidera, si può intraprendere la salita al Vulcano, ma con certi limiti: dopo il divieto di salire sopra i 290 metri (anche se non rispettato dai soliti furbetti, rischiando una bella multa oltre che la vita), conseguente agli eventi vulcanici di Luglio/Agosto 2019, in cui ha perso la vita un’escursionista, oggi nasce il “Centro di Coordinamento Escursioni” per favorire immediate attività di soccorso in caso di rischio e il via alle escursioni fino a quota 400 metri. Infatti le Guide Alpine e Vulcanologiche saranno autorizzate ad accompagnare i visitatori alla scoperta di uno dei vulcani più affascinanti del mondo. Oltre i 290 metri sarà tassativamente vietato muoversi in libertà lungo i sentieri pericolosi, che solo chi è qualificato è in grado di percorrere in sicurezza.

Solo via mare si può raggiungere il caratteristico e minuscolo borgo di Ginostra, con pochissime case, circa 30/40 abitanti in tutto, ed il porto più piccolo al mondo. Un vero e proprio paradiso per chi è alla ricerca di totale tranquillità ed in cui ci si sposta solo con i muli.

Quest’isola offre la possibilità di vivere un’esperienza unica ed intensa potendo assistere da vicino ad una delle più suggestive espressioni della potenza della natura: frammenti di lava incandescente, lapilli e cenere che dal cratere del vulcano scendono fino a mare.

È possibile andare via mare, prendendo parte ad una delle tante escursioni a bordo di un’imbarcazione che consente di ammirare il magico tramonto eoliano nei pressi di Strombolicchio, e successivamente si ferma davanti la Sciara di fuoco per assistere allo straordinario spettacolo del Vulcano.

Strombolicchio
Scale per raggiungere il Faro di Strobolicchio
Tramonto in barca nei pressi di Strobolicchio
Strombolicchio e il suo Faro

Lui”, che da millenni fa sentire la sua imponente presenza, non si fa attendere a lungo: esplosioni più o meno fragorose, lapilli incandescenti che colorano di rosso il cielo nero, il rumore delle rocce che cadono in mare.

Un’esperienza indescrivibile!

Sarei rimasta ore a fissarlo per non perdere il momento, senza percepire il tempo o niente e nessuno intorno, in una sensazione di totale serenità.

Se invece avete intenzione di passare sull’isola più di un giorno vi consiglio di recarvi all’osservatorio, oggi trasformato in un ristorante, per cenare a soli cento metri dal cratere assistendo allo spettacolo di esplosioni e lapilli che si ripete in media ogni 15/20 minuti.

Per gli spostamenti notturni non dimenticate di portare con voi una torcia perché l’isola, per volontà dell’amministrazione locale, non è illuminata, potendo così camminare ricoperti da un tappeto di stelle .


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