Taormina e la sua immensa bellezza (non solo d’estate, ma SEMPRE)

Chi giudica Taormina una meta prettamente estiva probabilmente non ha mai avuto la fortuna di viverla in altri periodi dell’anno, in un clima più rilassato, in cui ogni visitatore può godere della gentilezza della gente del luogo.

Taormina, famosa in tutto il mondo per le sue bellezze paesaggistiche, per l’Etna fumante che declina fino al mare turchese e per i suoi colori, agli inizi del 1900 era famosa per la sua trasgressività e per la sua sfrenata “dolce vita”.

Periodo in cui non passava giorno senza che accadesse qualcosa di folle grazie ai suoi estrosi e famosi frequentatori.

Erano sorti alcuni alberghi, tutti gestiti da famiglie taorminesi, e, da paese di pescatori, contadini e benestanti borghesi, era diventata una meta turistica prettamente invernale, in cui i migliori alberghi stavano aperti da ottobre a giugno per un turismo ricco ed individuale.

Tanti estroversi e affascinanti playboy locali intrattenevano turiste (famose e non) inducendole a tornare annualmente a Taormina. Inoltre, scrittori famosi (tra cui Truman Capote e Salvatore Quasimodo), nobili e personaggi illustri e famosi (per citarne alcuni, Liz Taylor, Richard Burton, Greta Garbo) trascorrevano mesi nella cittadina taorminese, soprattutto nei famosi locali notturni dell’epoca.

Taormina ebbe questa identità di città libera, di artisti e di “pazzi”, in cui ognuno poteva esprimere la propria identità vivendo come non poteva nella propria città, fino al 1968.

Col terremoto del Belice arrivò la paura per le ripercussioni sul settore turistico e molti albergatori si indirizzarono verso un turismo di massa, a discapito di ciò che l’aveva resa ricca e famosa fino a quel momento; venne invasa dal cemento, con nuove strutture meno elitarie; tante famiglie di albergatori storici non riuscirono ad adeguarsi ai tempi e si videro costretti a svendere a chi puntava sul guadagno piuttosto che sulla qualità dei servizi.

Si passò da un’identità ospitale e colta, con un turismo elitario e prettamente invernale, ad un turismo balneare di massa, che andava da Pasqua a novembre.

Giunti nel terzo millennio, fortunatamente, Taormina torna agli antichi splendori.

Alcuni imprenditori decidono di investire sulla città creando nuovi alberghi di lusso, vengono proposti eventi artistici (come Taormina Arte) e nel 2017 viene scelta come sede del G7, con i capi di stato tra le viuzze della città e all’interno del Teatro Greco.

Spero decidiate di visitarla ed innamorarvene (come me) non solo d’estate, ma in tutti i mesi dell’anno.

Taormina ha un’anima greca, romana, normanna e bizantina, e si presenta come un borgo medievale costruito su una terrazza naturale che guarda verso il mar Ionio.

Vista sullo Ionio

La via principale della città, Corso Umberto, che va da Porta Messina a Porta Catania (due portali dell’antica fortificazione della città), è una splendida strada acciottolata di 800 metri, bordata di stradine, strutture antiche, fiori, esposizioni di quadri, ristoranti, bar e negozi di tutti i generi (boutique d’abbigliamento, gioiellerie, ceramiche e souvenir).

Vicoli taorminesi
Esposizione di quadri per la strada
Vicoli taorminesi

È indubbiamente un paradiso dello shopping!

Ceramiche siciliane

Meravigliosa e piena di turisti, sia di giorno che di sera, d’estate, più calma e ricca di fascino d’inverno, specie nel periodo di Natale quando si riempie di luci e al calare della sera comincia a brillare.

Natale a Taormina
Piazza IX Aprile a Natale
Piazza Duomo a Natale
Natale a Taormina

A metà strada tra le due porte si apre una grande piazza con pavimentazione a scacchi: Piazza IX Aprile.

Questa piazza offre un meraviglioso punto panoramico e per il resto è contornata, tra bar e fiori, da edifici storici: la Chiesa barocca di San Giuseppe e l’eccezionale Torre dell’Orologio.

Piazza IX Aprile nel periodo di Natale

Nelle vicinanze di Porta Catania incontriamo Piazza Duomo che ospita la Cattedrale (una struttura risalente al XIII secolo la quale fu costruita sui resti di una chiesetta medievale) e una fontana, detta “Quattro Fontane”(in stile barocco, con al centro la statua del centauro bipede con busto di donna, con in testa una corona e tra le mani simboli del potere, uno scettro nella mano destra e un globo nella sinistra; ai quattro angoli quattro colonne con altrettanti cavallucci marini dalla cui bocca un tempo usciva l’acqua).

Cattedrale di Piazza Duomo

A soli 6 minuti da Porta Messina si trova il fiore all’occhiello della città, il Teatro Antico (o Teatro Greco).

Teatro Greco con sullo sfondo l’Etna e lo Ionio

Dopo quello di Siracusa, è il secondo teatro antico in Sicilia per grandezza; scavato nella roccia e con grandi colonne in marmo, fu realizzato in epoca greca e ristrutturato poi in epoca romana; la scena ha per sfondo il mar Ionio e l’Etna.

Oltre ad essere un luogo turistico, a partire dagli anni cinquanta, è stato adoperato come struttura teatrale all’aperto per varie forme di spettacolo: opere liriche, premiazioni, concerti.

Due americane in viaggio in Sicilia ai primi del ‘900 scrissero: “la schiacciante bellezza del paesaggio visto dal teatro annulla, annichilisce ogni prospettiva, la bellezza irrompe nella veduta trascendendo le stesse regole ferree della fisica e della prospettiva.” A distanza di più di un secolo è impossibile non ritrovarsi ancora nelle loro parole.

In prossimità del teatro sorge l’Antiquarium, un piccolo museo che custodisce alcuni importanti reperti.

A 4 minuti da Piazza IX Aprile troviamo un’alternativa all’affollamento delle vie centrali, i Giardini della Villa Comunale, in origine parco dell’abitazione di Lady Florence Trevelyan (nobildonna inglese, cugina della regina Vittoria, che visse a Taormina dal 1884 e sposò il dottore Salvatore Cacciola, per molti anni sindaco della città).

Villa Comunale, Taormina

La realizzazione del parco, per suo desiderio, seguì lo stile dei tipici giardini inglesi.

All’interno della villa si trovano sculture di bronzo, fontane, aiuole fiorite, piante rare e piccoli edifici fantasiosi (le victorian follies).

Miss Trevelyan, inoltre, acquistò “Isola Bella”, una piccola isola ai piedi di Taormina, (il cui nome deriva da una conversazione tra lei e l’amico tedesco, il fotografo Wilhelm von Gloeden) e la valorizzò, facendovi costruire una casa e un giardino ricco di piante tropicali rare, che, mischiandosi con la vegetazione mediterranea, hanno dato luogo ad uno scenario unico al mondo.

Isola Bella dall’alto

Acquistata nel 1990 dall’Assessorato per i beni culturali della Regione Siciliana e dal 1998 riserva naturale gestita dal WWF, è visitabile tutti i giorni dalle 9:00 fino ad un’ora prima del tramonto, ad un costo di 4 euro a persona.

Questa isoletta è collegata alla terraferma da una lingua di sabbia e si può raggiungere a piedi (scelta un po’ faticosa), o utilizzando la funivia comunale, nei pressi di Porta Messina, (attiva tutti i giorni, 9:00-20:00, con partenze ogni 15 minuti, 3 euro a corsa; AFFOLLATISSIMA NEI MESI ESTIVI) fino alla spiaggia di Mazzarò e proseguendo a piedi per 200 metri sulla strada statale.

La piccola spiaggia si presenta con stabilimenti balneari e ristoranti ed in parte libera; la bassa marea consente di raggiungere l’isoletta a piedi, ma sono necessarie le scarpette da mare per via dei grossi ciottoli.

Sono inoltre disponibili delle escursioni in barca alla scoperta di suggestive grotte (Grotta Azzurra, la Grotta degli Innamorati e la Grotta del Corallo.

Chiunque si trovi a Taormina non può assolutamente non visitare il piccolo centro di Castelmola.

Lo scrittore Guy de Maupassant definì Taormina come un “quadro nel quale si trova tutto ciò che sembra esistere sulla terra per sedurre occhi, spirito ed immaginazione”; chiunque vi sia stato sa che è vero, chi deciderà di visitarla non avrà difficoltà a scoprirlo.

VI CONSIGLIO

  • BamBar per una delle granite artigianali più buone della Sicilia, accompagnata dalla favolosa brioche col tuppo. Nei mesi estivi molto affollato e probabile lunga attesa, ma ne vale la pena.
  • Per l’alloggio, come sempre, affido la mia ricerca a booking.com e straconsiglio Casa Fresta B&B (a 50 metri dal Duomo e a circa 150 metri dal grande parcheggio di “Porta Catania”), per la gentilezza e la disponibilità di Liliana, la proprietaria, per la squisita colazione e per la posizione.
Granita del Bambar

Bambar nel periodo natalizio
B&B Casa Fresta

E voi avete mai visitato Taormina?

Spero che il mio racconto vi abbia fatto venire voglia di andare alla scoperta di questo luogo incantevole o, perchè no, di tornarci.

A presto!

10 commenti

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